Il frutto degli Dei che affascina la Medicina

Aggiornato il: ott 5


Il nome "melograno" deriva dal latino “malum” e “granatum” che, letteralmente, significa “mela con semi”. Sebbene in realtà non assomigli ad un pomo, anche la melagrana è tipico della stagione autunnale, frutto della pianta Punica granatum (famiglia Punicaceae), originaria del sud-ovest asiatico, ma oggi ampiamente coltivata in America e nelle aree mediterranee europee.

Reputato da numerose culture antiche come un vero e proprio miracolo di Madre Natura, proprio per la sua capacità di crescere e sopravvivere in condizioni anche avverse.

Frutto sacro di Venere e Giunone poiché, nei suoi semi, il simbolo della fertilità e dell’abbondanza, il melograno ha poi affascinato Ippocrate, padre della Medicina, che tanto lo ha elogiato nei suoi studi per le virtù medicamentose dei fiori, della corteccia, del frutto e i suoi semi. E Ippocrate non aveva affatto torto!

Ricca d’acqua (80%), zuccheri semplici e fibre ma anche di preziosi sali minerali e vitamine, quali potassio, fosforo, calcio, folati, vitamina A e C, la melagrana è un potente antiossidante poiché fonte di flavonoidi, quercetina, acido ellagico e gallico.

Il succo di questo frutto o i suoi semi sono, dunque, un ottimo elisir per rafforzare il nostro sistema immunitario, per fronteggiare i radicali liberi e proteggere le cellule dall’invecchiamento e dalle cellule tumorali nascenti, ma anche per promuovere la salute cardiovascolare, controllare la pressione sanguigna migliorando le funzionalità endoteliali.

I semi di melograno sono fonti naturali di fitosteroli, composti vegetali dalla struttura chimica simile al colesterolo, ma che competono con il colesterolo stesso per l’assorbimento, e sono capaci di ridurre le vampate e migliorare il problema degli sbalzi di umore durante la menopausa.

Acqua e potassio hanno, inoltre, un’azione sinergica nello stimolare la diuresi e depurare.

Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista di Nature, ha scoperto che l’urolitina A, sostanza prodotta dal microbiota intestinale a partire dall’acido ellagico, è in grado di supportare l’integrità del tessuto muscolare, specie in anziani spesso soggetti a sarcopenia.

La stessa sostanza sembrerebbe avere proprietà vermifughe, specie contro la tenia, ed essere in grado di rafforzare la barriera intestinale, ridurne la permeabilità e, così facendo, di prevenire il processo di infiammazione tipico di malattie come il morbo di Chron, retto-colite ulcerosa, colon irritabile, ecc.

Il modo migliore di consumare la melagrana è estrarne i semi e mangiarli interi in modo da sfruttare il contenuto di fibre per rallentare l’assorbimento degli zuccheri contenuti nella pompa gelatinosa e succosa. L’accortezza è di non esagerare con la quantità di semi duri che potrebbero portare a disturbi intestinali proprio per l’alto contenuto di fibre insolubili.


Bibliografia:

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