Le stagioni di madre natura

Aggiornato il: gen 25



“Ho una gran voglia di pomodoro da insalata”... peccato sia dicembre.

Nel cercare uno stile alimentare sano, non basta, ahimè, scegliere le cose sane, ma è necessario sceglierle al momento giusto!

Purtroppo la ricchezza dei banconi ortofrutticoli dei nostri supermercati ci ha viziato e fatto dimenticare le stagioni di madre natura. Oggi troviamo di tutto, a disposizione sempre, proveniente da qualunque parte del mondo. La globalizzazione delle merci ha creato la necessità commerciale di raccogliere, dall'altra parte del pianeta, frutti non maturi che vengono trasportati per settimane in celle frigorifero, e fatti maturare con l’aiuto di sostanze chimiche, come fitormoni e fertilizzanti a base di nitrati. Questi, una volta nel nostro organismo, possono trasformarsi in nitriti ovvero in sostanze molto pericolose per la nostra salute. Allo stesso modo, forzature nella crescita delle piante finisce per indebolirle e renderle più facilmente attaccabili da parassiti e malattie, per contrastare i quali vengono impiegate sostanze antiparassitarie e anticrittogamiche che spesso rimangono su ortaggi o frutti anche dopo la raccolta, assieme ai conservanti chimici usati per mantenerlo integro a lungo.

Un'altra risposta della produzione intensiva sono le serre riscaldate, diffuse soprattutto nei paesi dell’Europa meridionale, che permettono la coltivazione di specialità estive, non senza qualche aiutino. Oltre al calore non mancano espedienti meno onesti, come i pesticidi, spesso utilizzati in dosi massicce per evitare la degradazione dei prodotti. Così, quando un prodotto da serra arriva sulle tavole dei consumatori, si porta dietro un bel po’ di residui chimici che neppure un lavaggio accurato riesce ad eliminare, sostanze che, a lungo andare, provocano gravi danni all'ambiente e alla salute.

Inoltre, sicuramente avrete notato che, sebbene l’aspetto sia sempre impeccabile e appetibile, il gusto è alquanto blando. Il motivo è che il calore artificiale delle serre non può sostituire adeguatamente l’apporto dato dal sole che, per azione combinata con terra ed acqua, permette alle vitamine di concentrarsi nella frutta e nella verdura.

Serve, inoltre, maggior energia, spesso proveniente da fonti non rinnovabili, per conservare e trasportare la merce dai paesi in cui è di stagione ai paesi in cui non lo è. Pensate che tutto questo non incida anche sul nostro portafoglio? Il sole è gratis, il resto no. Un vero spreco di salute, di ambiente e di soldi. Perché non possiamo aspettare otto mesi per mangiare un pomodoro da insalata?!

Le stagioni, inoltre, diversificano in maniera automatica l’apporto di nutrimenti utili per il nostro corpo, perché non servirci di questo orologio perfetto?

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